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 Museo C. Paolini

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MessaggioTitolo: Museo C. Paolini   Dom Feb 13, 2011 12:11 pm

questo è il museo dedicato a Christopher Paolini. Ecco i libri ke ha scritto...

ERAGON


Eragon è un romanzo fantasy del 2003 scritto da Christopher Paolini, primo libro del Ciclo dell'eredità. L'opera prosegue con Eldest (2005), Brisingr (2008) e un quarto libro di cui la data di pubblicazione non è ancora nota. Eragon ha ottenuto subito un tale successo da essere tradotto in ventiquattro Paesi[senza fonte] e trasposto cinematograficamente nel film omonimo del 2006.

Trama
In un'epoca medievale fantasy, il protagonista quindicenne Eragon vive nella Valle Palancar, ai piedi della Grande Dorsale, una catena montuosa che si estende dal nord al sud di Alagaësia, nel villaggio di Carvahall; mentre va a caccia di cervi, gli appare davanti una strana pietra color zaffiro, che raccoglie e porta a casa, non rivelandone l'esistenza né allo zio Garrow, né al cugino Roran, la sua unica famiglia.
Poco tempo dopo la strana pietra si rivela essere un uovo e schiudendosi lascia uscire un cucciolo di drago. Eragon diviene così con sua grande sorpresa uno dei leggendari Cavalieri dei Draghi ed iniziano così le sue avventure con Saphira,la dragonessa blu.
Eragon, dopo la morte di suo zio Garrow ad opera dei Ra'zac, decide di intraprendere un viaggio per vendicarsi di loro.
Inizialmente il giovane sarà aiutato dal vecchio Brom, soprannominato Brom il cantastorie, antico Cavaliere ritiratosi dopo la morte del suo drago (anch'essa aveva nome Saphira, ma era morta nella Battaglia di Dorù Areaba, uccisa dal Rinnegato Morzan). Il vecchio rivela ad Eragon i segreti della storia dei Cavalieri dei Draghi e comincia a istruirlo anche sulla magia: comincia così il suo addestramento.
Nel suo viaggio il giovane cresce grazie a nuovi personaggi, i quali lo aiutano a comprendere la più intima parte di sé stesso che lo lega alla magia, alla sua dragonessa, con cui ha un costante rapporto telepatico.
Dopo una serie di avventure, durante le quali ha conosciuto Murtagh e Brom è morto (assassinato dai Ra'zac nei pressi della città di Dras-Leona e sepolto in una tomba di arenaria trasformata in diamante grazie alla magia di Saphira), Eragon decide di unirsi ai Varden, nella lotta Contro Galbatorix.
Assieme all'ambasciatrice elfica Arya(torturata e avvelenata dallo Spettro Durza, durante il viaggio è incosciente, ma i Varden la guariranno) ed a Murtagh, due amici incontrati lungo il viaggio, giunge nel Farthen Dur, una montagna al cui interno si trova Tronjheim, capitale del regno dei nani. Qui conosce il nano Orik, nipote del re dei nani, Rothgar, che combatterà al suo fianco nella battaglia contro gli Urgali, Kull. Il libro si chiude con la promessa di Eragon di andare a Ellesmèra per completare il suo addestramento con lo Storpio Che è Sano (Togira Ikonoka), un'entità che lo ha contattato e aiutato dopo il combattimento, nel doloroso sonno (causato da una grave ferita alla schiena inflittagli dallo Spettro) che è seguente all'assassinio di Durza per mano del Cavaliere.
Nel libro vi sono, come nella maggiore parte dei romanzi fantasy, creature intelligenti e "dotate di favella" al di fuori della razza umana: si pensi a draghi, che comunicano tramite il pensiero, Nani, Elfi, Ra'zac, Urgali, specie di Troll con corna d'ariete, spettri e Gatti mannari.




ELDEST

Eldest è un romanzo fantasy scritto da Christopher Paolini cinque anni dopo la stesura del suo primo libro Eragon; costituisce il secondo libro del Ciclo dell'Eredità.

Trama
Eldest ha inizio tre giorni dopo che Eragon ha ucciso Durza. I Varden si stanno riprendendo dalla battaglia del Farthen Dûr, mentre Ajihad, Murtagh e i Gemelli sono partiti all'inseguimento degli Urgali rintanatisi nelle gallerie del Farthen Dûr dopo la battaglia. Un manipolo di Urgali li coglie di sorpresa e Ajihad viene ucciso; Murtagh e i Gemelli scompaiono nella mischia. Il Consiglio degli Anziani nomina la figlia di Ajihad, Nasuada, nuovo capo dei Varden, ed Eragon le giura fedeltà come vassallo.
Eragon e Saphira decidono di andare a Ellesméra per iniziare l'addestramento con lo Storpio Che è Sano. Prima della partenza, il re dei nani, Rothgar, propone ad Eragon di entrare a far parte del proprio clan, il Dûrgrimst Ingeitum. Eragon accetta: in questo modo acquisisce i pieni diritti legali dei nani e la facoltà di partecipare ai loro consigli.
Arya e Orik, figlio adottivo di Rothgar, accompagnano Eragon e Saphira nel loro viaggio verso la terra degli elfi. Fanno tappa a Tarnag, una città dei nani dove vengono accolti con benevolenza, anche se Eragon scopre che un clan in particolare non vede di buon occhio lui e Saphira: l'Az Sweldn rak Anhûin (Le Lacrime di Anhûin). Il loro odio per i Cavalieri e i draghi deriva dal fatto che molti membri del loro clan sono stati massacrati dai Rinnegati.
Il gruppo arriva finalmente nella Du Weldenvarden, la foresta degli elfi. A Ellesméra, Eragon e Saphira si presentano a Islanzadi, che non è solo la regina degli elfi, ma anche la madre di Arya. Conoscono anche lo Storpio Che è Sano, un vecchio elfo di nome Oromis. Anche lui è un Cavaliere: negli ultimi cento anni, Oromis e il suo altrettanto vecchio drago dorato, Glaedr, grande quasi il triplo di Saphira, sono riusciti a tenere nascosta la propria esistenza a Galbatorix, cercando nel frattempo un modo per detronizzare il re. Purtroppo Oromis e Glaedr sono afflitti da vecchie ferite che impediscono loro di combattere: a Glaedr manca una zampa, mentre Oromis, che a suo tempo era stato catturato e torturato dai Rinnegati, è incapace di controllare grandi dosi di magia e soggetto a improvvise crisi debilitanti.
Eragon e Saphira iniziano l'addestramento, fatto sia di lezioni collettive che individuali. Eragon apprende altri dettagli della storia delle razze di Alagaësia, si allena con la spada e impara l'antica lingua, strumento essenziale per l'uso della magia. Nel corso dei suoi studi scopre di aver commesso un terribile errore quando lui e Saphira hanno benedetto l'orfanella nel Farthen Dûr: invece di dire "Che tu possa essere protetta dalla sventura." come intendeva, in realtà ha detto: "Che tu possa essere una protezione dalla sventura."(confondendo skölir, protezione, e sköliro, protetto/a). Ha così condannato la bambina a proteggere gli altri da sofferenze e disgrazie.
Mentre Saphira compie rapidi progressi come allieva di Glaedr, l'addestramento di Eragon è rallentato dalla cicatrice che gli è rimasta dopo il duello con Durza, Non è solo un marchio che lo sfigura, ma a volte, senza alcun preavviso, gli provoca spasmi molto dolorosi, che lo lasciano esausto. Eragon teme che le convulsioni gli impediranno di migliorare sia come mago che come guerriero.
Nel frattempo Eragon comincia a rendersi conto di essere attratto da Arya. Le confessa i suoi sentimenti, ma lei lo respinge.
Gli elfi festeggiano l'Agaetí Blödhren, la Celebrazione del Giuramento di Sangue, una cerimonia che serve a ricordare e onorare l'antico patto fra elfi e draghi. In questa celebrazione, gli spiriti defunti dei draghi fanno un dono ad Eragon: lo trasformano in un ibrido, per metà umano e per metà elfo. Tutte le sue cicatrici e ferite scompaiono, soprattutto quella che gli aveva lasciato Durza, ed Eragon acquisisce la stessa forza e velocità sovrumane degli elfi. Anche il suo aspetto cambia: ora il ragazzo ha un aspetto vagamente elfico; è dotato di orecchie a punta e occhi a mandorla ed è bello come gli elfi. Tuttavia ha la mascella più pronunciata, la fronte più sporgente e il viso più largo rispetto agli elfi. Inoltre gli continua a crescere la barba (che lui rade ogni mattina con la magia). Questi sono segni che non è diventato del tutto elfo. Arya al termine della Celebrazione torna dai Varden.
È a questo punto che viene a sapere che i Varden sono in procinto di dare battaglia all'Impero e hanno un disperato bisogno di lui e Saphira. Mentre erano lontani, infatti, Nasuada ha spostato i Varden dal Farthen Dûr nel Surda, un paese confinante con le propaggini meridionali dell'Impero che fino a quel momento è riuscito a conservare l'autonomia da Galbatorix. Eragon e Saphira partono da Ellesméra insieme a Orik, dopo aver promesso a Oromis e Glaedr di tornare appena possibile per completare l'addestramento.
Contemporaneamente a questa vicenda si sviluppa un secondo filone narrativo: anche Roran, il cugino di Eragon, vive una serie di mirabolanti avventure. Galbatorix ha mandato a Carvahall i Ra'zac e una legione di soldati imperiali per catturarlo al fine di usarlo contro Eragon, ma Roran riesce a fuggire sulla Grande Dorsale. Insieme agli altri abitanti del villaggio cerca di mettere in fuga i soldati, ma parecchi uomini muoiono nel tentativo. Quando Sloan il macellaio - che odia Roran e si oppone al fidanzamento del giovane con sua figlia Katrina - lo tradisce rivelando ai Ra'zac il suo nascondiglio, di notte le ripugnanti creature attaccano il giovane nella sua camera da letto. Con una fuga rocambolesca Roran riesce a mettersi in salvo, ma i Ra'zac rapiscono Katrina.
Roran, facendo sfoggio di improvvise doti da oratore, convince gli abitanti di Carvahall a lasciare il villaggio per cercare asilo dai Varden nel Surda. Si mettono in viaggio verso ovest per raggiungere la costa, dove sperano di poter trovare una nave che li porti nel Surda. Con grande tenacia e coraggio, Roran guida la popolazione oltre il valico della Grande Dorsale fino a Teirm, sulla costa. Nella città portuale incontrano Jeod, che rivela a Roran che Eragon è un Cavaliere e che l'obiettivo della prima missione dei Ra'zac a Carvahall era Saphira. Jeod si offre di aiutare Roran e i suoi compaesani a raggiungere il Surda, dove, una volta al sicuro fra i Varden, Roran potrà contare su Eragon per salvare Katrina. Jeod e gli abitanti di Carvahall si impadroniscono di una nave e fanno vela per il Surda.
Eragon e Saphira arrivano dai Varden, che si stanno preparando alla battaglia. Eragon viene a sapere che l'orfanella a cui ha inflitto il fardello della sua benedizione si chiama Elva e che, sebbene sia ancora molto piccola, ha l'aspetto di una bambina di quattro anni e la voce e il modo di fare di un'adulta. L'incantesimo di Eragon la condanna a sentire il dolore di tutte le persone che vede e la costringe a proteggerle; se si oppone all'impulso, lei stessa ne soffre.
Eragon, Saphira e i Varden si apprestano a combattere le truppe imperiali sulle Pianure Ardenti, una vasta distesa di terra da cui si levano fumi e bagliori douvuti a fuochi di torba sotterranei. La comparsa di un altro Cavaliere in groppa a un drago rosso lascia tutti sgomenti. Il nuovo Cavaliere uccide Rothgar, il re dei nani, e poi ingaggia un selvaggio duello con Eragon e Saphira. Quando Eragon riesce a strappargli via l'elmo, scopre sbigottito che si tratta di Murtagh.
Murtagh non era morto nell'agguato degli Urgali sotto il Farthen Dûr. Erano stati gli infidi Gemelli a ordire la trappole per uccidere Ajihad e catturare Murtagh per portarlo da Galbatorix. Il re ha costretto Murtagh a giurargli fedeltà nell'antica lingua (dopo aver scoperto il suo vero nome), e ora Murtagh e il suo giovane drago Castigo, sono schiavi di Galbatorix. Murtagh dichiara che il giuramento non gli permetterà mai di disobbedire al re, anche se Eragon lo implora di abbandonare Galbatorix e di unirsi ai Varden.
Murtagh riesce a sopraffare Eragon e Saphira con una prova di forza inspiegabile, ma alla fine li lascia liberi in nome della vecchia amicizia. Prima di andarsene, strappa Zar'roc dalle mani di Eragon, sostenendo che gli spetta di diritto, in qualità di Eldest(primogenito in inglese) di Morzan. Infatti rivela ad Eragon di non essere l'unico figlio del Rinnegato: Eragon e Murtagh sono fratelli, entrambi figli di Selena, la sposa di Morzan. I Gemelli avevano scoperto la verità scrutando i ricordi di Eragon il giorno stesso che era arrivato nel Farthen Dûr.
Ancora sconvolto per la rivelazione di Murtagh sulle sue origini, Eragon si ritira con Saphira e si unisce a Roran e agli altri abitanti di Carvahall, giunti sulle Pianure Ardenti appena in tempo per aiutare i Varden a vincere la battaglia. Roran combatte da eroe e uccide i Gemelli. Il libro finisce con Eragon e Roran che fanno pace - poiché Roran riteneva il cugino responsabile indiretto della morte di Garrow - ed Eragon gli giura che lo aiuterà a salvare Katrina dai Ra'zac.



BRISINGR

Brisingr o Le Sette Promesse di Eragon Ammazzaspettri e Saphira Squamediluce è il titolo del terzo romanzo del Ciclo dell'Eredità, una saga fantasy scritta da Christopher Paolini. La casa editrice Random House ha annunciato il titolo in un comunicato stampa del 16 gennaio 2008: precedentemente i fan supponevano che il titolo potesse essere Empire, ossia Impero in inglese,[1] dal momento che lo stesso autore aveva detto che il titolo avrebbe seguito lo schema dei libri precedenti, ossia una parola di sei lettere iniziante con E. Paolini afferma che ha scelto tale titolo perché è la prima parola dell'Antica lingua imparata dal personaggio di Eragon nel primo romanzo.[2][3]. Come si può ben notare, le copertine dei libri rappresentano gli ultimi draghi esistenti, (Saphira, Castigo, Glaedr) e sicuramente l'ultimo libro sarà verde e rappresenterà il drago dell'uovo non ancora schiuso.

Trama
Eragon, Roran, e Saphira sono in viaggio verso l'Helgrind, la dimora dei Ra'zac, dove la promessa sposa di Roran, Katrina, è stata tenuta prigioniera. Eragon cura la ferita che è stata inflitta a Roran da un Ra'zac nell'accampamento a Carvahall: insieme, si infiltrano nella fortezza e vengono attaccati dai Ra'zac. Roran riesce ad ucciderne uno e assieme al cugino si introduce nei recessi della montagna dove salva Katrina. Qui Eragon, in una cella, trova anche il padre della ragazza: Sloan, il macellaio e traditore di Carvahall.Il Cavaliere decide di rimanere nell'Helgrind per uccidere il restante Ra'zac e decidere la sorte di Sloan; egli dice a Saphira di tornare dai Varden con Roran e Katrina. Rimasto solo, individua e uccide l'ultimo Ra'zac per poi lasciare l'Helgrind con il traditore: durante la fuga dalle forze dell'Impero scopre il vero nome del macellaio e, dopo essersi consultato con la Regina Islanzadi, decide di usarlo per obbligarlo a rispettare la sua sentenza: Sloan per i crimini commessi non dovrà mai più rivedere sua figlia ed è esiliato nelle terre degli elfi dove il Cavaliere spera che possa pentirsi fino a cambiare il proprio vero nome; Eragon non gli svela che in tal caso gli elfi gli ridaranno la vista. Senza più indugi, Eragon affronta il viaggio per ritornare dai Varden, ma nel villaggio di Agrod'est a nord di Melian incontra Arya che era partita in suo soccorso per evitare che fosse catturato dalle forze imperiali; i due tornano così, sani e salvi al campo dei Varden. Il Cavaliere decide di porre rimedio alla maledizione che ha accidentalmente imposto a Elva, tuttavia l'impresa si rivela più ardua e complessa del previsto e il risanamento viene completato parzialmente: ora la bambina può scegliere se ignorare o meno il dolore di chi le sta attorno. Successivamente Eragon paga il suo debito verso Gedric, dal quale rubò le pelli per la sella di Saphira, e fa visita a Jeod e a sua moglie alla quale dona una sfera d'oro con cui potrà avviare una nuova impresa commerciale che permetterà alla coppia di rifarsi una vita. Murtagh e il suo drago, Castigo, attaccano i Varden poco prima del matrimonio di Roran e Katrina. I dodici stregoni elfi, giunti all'accampamento durante l'assenza del Cavaliere, lo aiutano nella sua lotta contro Murtagh, costringendolo a fuggire; dopo lo scontro, Eragon celebra il matrimonio tra Roran e Katrina impegnandosi poi a rialzare il morale dei Varden visitando i feriti, tra cui un uomo con varie mutilazioni che pare aver capito molte cose grazie a una misteriosa "illuminazione".
Nasuada ordina a Eragon di partecipare all'elezione del nuovo re dei nani senza Saphira, per evitare che le spie del re si accorgano della sua assenza e invitino l'Impero ad attaccare i Varden. Eragon accetta seppur riluttante e riceve l'ordine di sostenere il canditato più favorevole alla causa dei Varden che abbia concrete possibilità di essere eletto. Quindi, scortato da Nar Garzvogh egli impiega alcuni giorni per giungere alla rocca di Bregan dimora dell'amico Orik (nipote del defunto Re Rothgar) che è stato eletto capoclan del Dûrgrimst Ingeitum e si è appena sposato con Vedra, guardiana ed amministratrice del clan. Eragon contravvenendo agli ordini di Nasuada decide di non tentare di influenzare direttamente l'elezione del nuovo re, ma di affidarsi ad Orik tributandogli il rispetto e la lealtà dovuta in quanto membro del Dûrgrimst Ingeitum poiché il nano gli chiede fiducia e promette che sarà lui per primo a dare il suo voto ad un altro capoclan non ostile ai varden se non potrà essere eletto. L'elezione è lenta e difficoltosa a causa della litigiosità dei tredici clan, ma un tentativo di assassinare Eragon da parte del clan del Dûrgrimst Az Sweldn rak Anhûin, permette ad Orik di sbloccare la situazione in proprio favore presentando prove agli altri capi-clan, che bandiscono l'Az Sweldn rak Anhuin e il loro leader. Dopo aver ricevuto il voto di sette clan dei nani, Orik viene eletto come nuovo re. Alla sua incoronazione partecipa anche Saphira che offre come dono al nuovo sovrano la riparazione dell'Isidar Mithrim, che Arya aveva frantumato nel tentativo di salvare Eragon dallo Spettro Durza. Eragon e Saphira, con il permesso di Nasuada e la benedizione di Orik, tornano a Ellesméra per continuare il loro addestramento. Oromis e Glaedr rivelano al giovane cavaliere che Morzan non è il suo vero padre, questi in realtà è Brom, suo primo mentore e compagno di avventure. Eragon viene anche a conoscenza della fonte del potere di Galbatorix: gli Eldunarí, o cuore dei cuori. In sostanza essi sono un organo in cui i Draghi possono riversare la loro intera coscienza e la loro forza e sopravvivere alla morte della carne sfidando i millenni; Glaedr spiega che Galbatorix nel corso degli anni è riuscito a piegare la volontà dei Draghi in essi conservati e sfrutta la loro forza per aumentare il suo potere come un parassita. Durante il suo soggiorno nelle terre elfiche, Eragon cerca una nuova spada e dopo vane visite all'albero di Menoa scopre un macigno di acciaioluce, il metallo che Rhunön, l'elfa fabbro, utilizza per forgiare le spade dei cavalieri e le chiede di forgiare una nuova lama per lui. Lei accetta, capendo la gravità della situazione, ma a patto che il cavaliere aiuti l'elfa a forgiare la sua arma affinché lei non debba infrangere il giuramento che aveva fatto all'ascesa di Galbatorix, ovvero non forgiare mai più una spada. Forse perché Eragon viene coinvolto nella sua creazione o perché ne ha scoperto il vero nome, quando decide di chiamare la spada Brisingr questa gli obbedisce e prende letteralmente fuoco. Quando Eragon decide di tornare dai Varden, scopre che anche Oromis e Glaedr sono in partenza: il suo maestro spiega che è giunto il momento di opporsi a Galbatorix accanto a Islanzadí e Glaedr fa dono del suo Eldunarí a Eragon e Saphira prima della loro partenza, dichiarando che vuole assicurarsi di fare tutto il possibile per sconfiggere Galbatorix.
Eragon e Saphira giungono in aiuto dei Varden, che sono impegnati nell'assedio della città di Feinster, e salvano Arya e Blodhgarm, il capo dei maghi elfi, da un accerchiamento di soldati imperiali. Eragon e Arya guidano l'assalto al castello della città e mentre i soldati si scontrano nei cortili del palazzo, i due si introducono furtivamente con la speranza di catturare la governatrice Lorana e porre fine agli scontri. Giunti al suo cospetto scoprono che tre maghi fedeli al re stanno tentando di creare uno Spettro, per fermare gli invasori; Eragon e Arya tentano di fermare il rito eliminando gli stregoni ma le loro difese magiche rallentano i due che assistono al completamento della trasformazione di un uomo in uno Spettro. Il Cavaliere all'improvviso viene travolto dai pensieri di Glaedr, che fluiscono in lui attraverso l'Eldunarí; assiste così allo scontro fra Oromis e Murtagh. Galbatorix prende il controllo di Murtagh e tiene bloccati in aria i due Cavalieri e i loro draghi. La malattia di Oromis lo tradisce in duello manifestando una delle sue crisi, che gli impedisce di schivare il fendente letale di Murtagh che lo uccide. Glaedr, travolto dal dolore per la morte del suo compagno, si scaglia contro Castigo e Murtagh, ma il drago rosso lo schiva e lo uccide. Appena ritornato in se, Eragon vede Arya lottare da sola contro lo Spettro, Varaug, e immediatamente l'aiuta ad eliminare il mostro, che lei trafigge al cuore. Dopo il successo dell'assedio, Eragon rivela a Nasuada dell'esistenza di Oromis e Glaedr e racconta a lei e ad Arya della loro morte svelando infine alle due donne l'esistenza degli Eldunarì ed il modo per sconfiggere Galbatorix: Nasuada dichiara che il piano dei Varden è di marciare verso Belatona, quindi a Dras-Leona e da lì a Uru'baen, dove cercheranno di uccidere Galbatorix e liberare finalmente Alagaësia dalla sua tirannia.

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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Feb 15, 2011 8:48 am

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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Feb 15, 2011 1:28 pm

eheh... Cool ki ha letto il libri?

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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Feb 15, 2011 2:14 pm

Io no!Ma mi piacerebbe..
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Feb 15, 2011 5:02 pm

io forse gli inizierò
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Feb 15, 2011 6:57 pm

io stò leggendo eldest... Cool

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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 9:53 am

Io ho Eragon ma non ho mai tempo... :bandierabianca:
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 12:16 pm

io prima finisco i miei libri e poi inizio finalmente ERAGON!!!!!!!!!
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 4:30 pm

Grande!!
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 4:46 pm

però nn mi va di continuare a leggere un libro....cs faccio?
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 4:49 pm

lascialo a metà e leggine un altro!

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Gli altri mi guardano e sorridono perchè sono diversa. Io guardo gli altri e sorrido perchè sono tutti uguali...

Un giorno l'amore chiese all'amicizia: Perchè tu esisti? e l'amicizia rispose: Per portare un sorriso dove tu lasci una lacrima

Ho gettato una goccia d'acqua nel mare, quando la ritroverò smetterò di amarti.

Il cielo è azzurro, le rose sono rosse, il mio amore per te è infinito ma il tempo per amarti no...

Stanotte guarda il cielo. Se vedi una stella puntala e pensa a me, quando cadrà smetterò di amarti, ma ti awerto: le stelle non sono ferme all'infinito.
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 4:51 pm

Grande,Stavo x dirlo!!
:applauso:
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 4:54 pm

va bn
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mer Feb 16, 2011 5:09 pm

XDXD
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Mag 17, 2011 1:13 pm

ankio sto leggendo Eldest e nello stesso momento altri 2 libri...
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MessaggioTitolo: Re: Museo C. Paolini   Mar Mag 17, 2011 1:59 pm

ank'io ma nn leggo nnt da 1 pezzo!

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